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Valerio Aiolli - book author

Valerio Aiolli is the author of books: Nero ananas, Il carteggio di Bellosguardo: Henry James e Constance F. Woolson, LO STESSO VENTO, Ich Und Mein Bruder: Roman, La vita addosso, Ali di sabbia, Io e mio fratello, Air World, A rotta di collo, Luce profuga

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Author Books

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Title
Description
01
Tutto comincia un secondo dopo il botto. Il botto che ha cambiato l’Italia, che ha chiuso l’età dell’innocenza e aperto la strategia della tensione. Il botto del 12 dicembre 1969, Piazza Fontana. Gli estremisti di destra, invisibili, si incontrano, commentano, ricordano, tramano. Un anarchico si trascina di città in città, di nazione in nazione, di sconfitta in sconfitta, in attesa del momento del riscatto. Un politico, così devoto da essere soprannominato il Pio, comincia la sua lenta ma inesorabile scalata al potere. Poi ci sono i servizi segreti che provano a capire, sapere, influenzare. E c’è un ragazzino, che quel giorno ha visto sparire sua sorella e farà di tutto per riuscire a ritrovarla. Quattro anni di destini intrecciati, di fughe, ritorni, di amore e di odio. Quattro anni incandescenti della storia d’Italia, dal 1969 al 1973, raccontati con precisione e sorprendente capacità evocativa.
02
Una giovane scrittrice americana, nipote di uno dei padri di quella letteratura, si invaghisce del grande Henry James. Con grazia lo insidia, gli scrive, finché lui un po' si concede, almeno in parte. Così nelle ville che da Bellosguardo si affacciano su Firenze nasce un amore che non verrà mai realmente consumato. Ma che finirà per attraversare, se così possiamo dire, i carteggi che i due protagonisti si scambiano, entrare nelle loro opere e diventare letteratura. Questo racconto lo ripercorre, come nei frammenti del discorso di Roland Barthes, come l'archetipo di quelle passioni sospese e mai vissute.
03
Firenze, 1940. Fausto è apprendista operaio, Adriana la figlia sedicenne di un piccolo borghese dalle simpatie fasciste. Dopo la fine della guerra sognano di sposarsi e trasferirsi in Germania. Una sera lui le fa un regalo inusuale: un ventilatore prodotto nella fabbrica in cui lavora. Superata l’iniziale delusione di Adriana, l’oggetto diventa il simbolo dell’inizio della loro vita insieme. Lo stesso vento è la storia di Fausto e Adriana, ma anche di Peppe e Bianca, di Vittorio e Francesca, di Guido e Andrea, tutti legati dal ventilatore, che passa di mano in mano acquistando significati differenti e inserendo i vari personaggi in una stessa mappa narrativa. Con stile asciutto ed evocativo, attraversando gli eventi topici del ’900 (la Seconda guerra mondiale, il ’68, la caduta del Muro di Berlino), il romanzo racconta la sgangherata geometria dei rapporti umani.
05
Questa antologia raccoglie storie dolorose e violente, ma tutte drammaticamente vere. A raccontarle sono nove autori noti del panorama letterario italiano, che hanno deciso di passare parte del loro tempo accanto a persone che, dopo aver vissuto a lungo "ai margini", hanno intrapreso un percorso di recupero. Il legame che si è creato ha permesso agli scrittori di ricostruire la storia personale di questi uomini e donne senza volto, e di raccontarla in maniera esplicita e sincera, senza artifici letterari. L'obiettivo dell'antologia è quello di raccontare il mondo pressoché invisibile delle prostitute, dei transessuali, dei carcerati, dei tossicodipendenti e degli sbandati che quotidianamente lottano per mantenere a galla le loro vite. Arrabbiate, amareggiate, piene di speranza, le voci di questi uomini e donne impressionano per l'umanità che comunicano e per la loro naturalezza. Sono storie di chi ha salvato la pelle, raccontate in una disperata ricerca di "normalità". Gli autori che firmano i racconti sono Valerio Aiolli, Enzo Fileno Barabba, Leonardo Gori, Emiliano Gucci, Gianluca Morozzi, Divier Nelli, Daniele Nepi, Giampaolo Simi, Marco Vichi.
06
Libia, 1911. L'amore improvviso e la guerra in agguato nel deserto nordafricano luminoso e silenzioso, specchio primordiale della follia degli uomini. Anonimi o tristemente famosi, i personaggi di questo libro intrecciano le loro vite per recitare o ricordare la storia, che nel suo flusso accosta o divide i destini. Dagli eroici pionieri del volo al lancio della prima bomba da un aereo, dalla scomoda conquista italiana della Libia all'ultimo volo di Italo Balbo, esistenze individuali e collettive si fondono grazie a una scrittura asciutta ed evocativa per offrirci un raggio di luce su un recente passato, capace di illuminare anche aspetti del nostro presente.
09
C'è una forma di resistenza ulteriore nel rifiuto stabile all'appartenenza. C'è in questa recalcitrante adesione a se stessi o a quel poco che resta tra le dita - il ricordo di un terreno di gioco infantile "ilmiocampo", sensazioni, una passione comune quanto inoffensiva, l'idealizzazione mitica di un professore universitario- mentre il resto tutto il resto sfugge come una manciata di sabbia, c'è in questo resistere una prova di valore, solitaria e cocciuta, tenacemente tenuta lontana da compiaciute esibizioni e anzi dominata da una svagata leggerezza, una ironia delicata e salvifica. Questa resistenza è il tratto saliente del protagonista del romanzo di Aiolli, un tratto dissimulato sotto l'abito di una pseudo e instabile medietà che muove al sorriso e al tempo stesso commuove."Una cosa in cui non mi sono mai identificato: la mia generazione" questo dichiara il trentenne protagonista di A Rotta di Collo che si sottrae a generi - e generazioni- ideologie, stili di vita filosofie esistenziali , look e insomma tutta la chincaglieria etichettata variamente diffusa e più o meno condivisa. Non per niente si chiama Elio e, volatile ed elusivo quanto il suo nome suggerisce, non si lascia afferrare facilmente. A un anno di vita ha perso i genitori morti in un incidente d'auto ma l'adozione di un vecchio amico dei suoi elettosi a nonno lo sottrae all'orfanotrofio. Più tardi manca la laurea in architettura, per soli quattro esami, e finisce per trovare lavoro come grafico in un'agenzia pubblicitaria da manuale in cui lo spirito finto democratico dei brain.storming creativi è parecchio smentito dal real-autoritarismo di capi quali Sua Altezza e Iena Ridens, che hanno, va precisato, un modello di riferimento celeste in Cesare Romiti e nel suo leggendario scegliere i collaboratori sulla base della foggia e qualità delle loro scarpe. Anche il capitolo delle donne- compagna, fidanzata, amante, moglie?!?- produce in Elio una specie di momentaneo fuoco sotto i piedi. Finchè la sua strada non incrocia quella di Giovanna. Incontro fatale, colpo di fulmine, morte improvvisa accidentale della bella e misteriosa amante dopo soli due mesi di passione. Ma la morte di Giovanna non è accidentale quanto appare sulle prime ed Elio suo malgrado finisce impigliato in una fitta matassa di fatti e personaggi che lo portano come in una faticosa gara ciclistica fino al traguardo finale della inattesa soluzione. Questa è tuttavia una metà del romanzo perché un altro romanzo corre parallelo a questo inanellarsi di eventi e personaggi ed è quello vissuto attraverso una creazione immaginaria e parallela del personaggio di un fumetto che Elio va disegnando tavola dopo tavola. Zampe è il suo alter ego un orso-uomo goffo e ineffabile, personificazione della passione di Elio per il ciclismo e i suoi grandi protagonisti le storiche vittorie le stagioni di gloria e di sconfitta. Il ciclismo è anche in certo modo il simbolo stesso dell'eroe solitario e umile chiuso nel suo sforzo dannato e glorioso verso il traguardo. E questo libro è in fondo anche un modo per innalzare una lode letterale e letteraria ma anche metaforica alla bicicletta. Sia dunque lode alla bicicletta e ai suoi cavalieri che sulla dura sella volano, sudano arrancano e ancora volano, a rotta di collo verso un traguardo meno, molto meno visibile di quelli che ondeggiano tesi tra due ali di folla vociante al culmine di un valico di montagna o al fondo di una vertiginosa serie di tornanti in picchiata. Lode a Zampe fumetto di Elio che alla fine troverà qualcuno disposto a pubblicarlo, e alla sua bicicletta "ircocervo di medioevo e di futuro anteriore, linearità e barocchismo, funzionalità e art déco." Il romanzo di Aiolli è in effetti una corsa a tappe spesso in salita e a volte planante in leggere e irresistibili volate. Il lettore trainato da una scrittura vivace e svelta ma anche esattissima e sapiente, è trainato in avanti irresistibilmente, e nella mancanza quasi totale di riferimenti noti e riconoscibili viaggia come un esploratore per i sentieri di questo bel libro colmi di personaggi e scene originali annotazioni intelligenti e ironiche, colpi di scena e ribaltamenti imprevedibili, molto divertimento divertimento e uno spirito dissacratorio che non ha nulla di scontato o prevedibile.
10
Accolto con ammirazione da scrittori e critici come Antonio Tabucchi sul "Corriere della Sera" e Stefano Giovanardi su "La Repubblica", vincitore del Premio Fiesole, il primo romanzo di Valerio Aiolli, "Io e mio fratello", ha sorpreso per la capacità di raccontare un pezzo di storia d'Italia a partire dallo sguardo di un bambino sulla propria vita familiare. Questo talento particolare di dipingere il quadro a partire dal dettaglio (che Tabucchi nella sua recensione ci aveva messo in guardia dal ridurre a minimalismo), lo ritroviamo nel nuovo romanzo, "Luce profuga". Pietro riceve in eredità dal padre una ditta - vendita di legno - stretta tra difficoltà finanziarie e trasformazioni del mercato. Con riluttanza la prende in mano. La sua crisi non è solo professionale, ma umana. E' separato, trascorre qualche pomeriggio noioso con il figlioletto Simone, va dalla "psaico", non sa prendere decisioni o teme di prenderle sbagliate, ha un segreto che lo tormenta. Un prete che legge Brandys e Kierkegaard risponde alla sua richiesta di aiuto ("Fammi fare qualcosa. Fammi aiutare i bambini o i vecchietti...") portandogli in ditta un rifugiato bosniaco. Goran - è il nome dell'immigrato - sconvolgerà il suo già dissestato equilibrio nel lavoro e nella vita privata. Mentre nell'opprimente paesaggio della piana di Sesto Fiorentino si levano i proclami razzisti di Radio Madison, Pietro e i suoi dipendenti dovranno confrontarsi con quest'uomo venuto da un mondo sconosciuto e minaccioso. Pietro dovrà anche fare i conti con il proprio segreto e infine decidere cosa fare, da che parte stare nel dolore del mondo.